
Luigi Siciliani nacque a Cirò da nobile famiglia il 15 febbraio 1881. Dopo avere studiato nel Liceo di Catanzaro si trasferì al Collegio Nazareno di Roma, dove ancora giovanissimo iniziò la sua brillante attività letteraria. Conseguì la laurea in giurisprudenza e quella in lettere. Si unì in matrimonio con Ermelinda D’Angelo e nel 1907 si trasferì a Milano dove fondò, con Gualtiero Castellani, Enrico Corradini, Scipio Sighele, Luigi Federzoni ed altri, l’Associazione Nazionalista Italiana ed il settimanale interventista “Il Tricolore”, grazie al quale esercitò un’attiva propaganda patriottica.
Accorse
volontario allo scoppio della guerra, visse in trincea, partecipò alla
battaglia che fu detta di Santa Gorizia e dopo avere raggiunto il grado di
capitano di fanteria fu chiamato al Comando supremo e destinato alla propaganda.
A lui fu attribuito il Bollettino della Vittoria del 04/11/1918 firmato da Diaz (bollettino il
cui testo è, invece, opera del fratello generale Domenico Siciliani). A guerra
finita proseguì l’attività politica nell’Associazione Nazionalista (che
poi si fuse col Partito Nazionale Fascista), partecipò con Gabriele D’Annunzio, al quale era legato da fraterna amicizia, alla leggendaria impresa di
Fiume e nel 1919 fu eletto Deputato a Catanzaro in una lista di reduci e combattenti.
Alla
Camera fece parte del gruppo di Rinnovamento e fu uno dei 15 deputati che votò
contro il Trattato di Rapallo. Confermato nella legislatura successiva fece
parte del Gruppo Nazionalista del quale fu anche vice presidente. Nel
1922-23 fu Sottosegretario alla Pubblica Istruzione e Belle Arti nel gabinetto
Facta e mantenne tale incarico anche nel primo governo Mussolini.
Morì
a Roma il 24 maggio 1925.
Notevole fu l’apporto del Siciliani alla vita letteraria italiana.
Nell’ambito
della produzione lirica non oltrepassò i limiti dell’alessandrinismo, che
rielaborò nei toni d’una personale malinconia. Nel 1906
pubblicò due volumi di versi “Sogni pagani” e “Rime della
lontananza”. Nel
1907 il primo volume di traduzioni, una raccolta di brevi poesie volte in
italiano dal greco e dal latino, dal tedesco, dal portoghese.
Nel 1908 “Arida nutrice”, raccolta di “poesie intime sulla
Calabria”, nel 1909 “Poesie per ridere”, nel 1911 “L’amore oltre la
morte”, nel 1920 “Per consolare l’anima mia”, nel 1923 “L’altare del
Fauno”.
Siciliani si occupò anche della
letteratura straniera specie con traduzioni metriche da poeti inglesi moderni
(1924).
La sua attività si estese anche al
romanzo (“Giovanni Francica” del 1910) ed a saggi di vario argomento
(“Studi
e saggi” del 1913, “Confessione e battaglie” del 1918, i “Volti del
nemico”
sempre del 1918).
Da studioso di lettere classiche si impegno nelle traduzioni, fra l’altro,
degli Erotici (1922) e dell’Antologia greca.
Nel 1977, l’editore Einaudi ha ristampato “Poeti
erotici dell’antologia palatina” con una introduzione di Glauco Viazzi.
Fu molto apprezzato anche come giornalista e
come conferenziere.
Una preziosa miniera è costituita dalla sua
corrispondenza con i letterati più eminenti del suo tempo: Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli, Guido Gozzano, Miguel
De Unamuno, Federico De
Roberto, F. Marinetti, Marino Moretti, Massimo Bontempelli, G.A. Borgese,
Salvatore Di Giacomo, Ada Negri, Emilio Cecchi, Boccioni, De Bosis, A.S. Novaro
e molti altri.
Le “Lettere di Giovanni Pascoli a Luigi Siciliani” (68 lettere)
sono state pubblicate nel 1979 a cura di Enrico Ghidetti (Ed. Sansoni).
La Città di Catanzaro gli ha intitolato una via, già via Gasometro, in rione Fondachello, da via L. Grimaldi a Campagna.