- Buongiorno. Sono qui per il provino.
- Qual e' il suo ruolo?
- Sono un aracnide.
- Veramente stavamo cercando qualcuno che interpretasse il celebre personaggio
dei fumetti, non un "Aracnide"!
- Si lo so. È proprio per questo che sono qui.
- No,mi dispiace. Sarà per un'altra volta. Non è proprio la persona adatta ad
interpretare quel personaggio.
Cosi, l'uomo ragno, profondamente deluso, lancio' le sue ragnatele e spari' sopra i tetti di New York.
Un netturbino in cerca di lavoro si reca in un'impresa di pulizia e con la
segretaria fissa un appuntamento per poter parlare con il direttore della sua
situazione.
Questi lo riceve il giorno dopo e dopo averlo ascoltato gli dice di essere
dispiaciuto per non avere un posto libero da assegnargli.
Il povero netturbino, pensando ai suoi guai da disoccupato, dice tra sé: "
Mi sento inutile, sono da buttare "; passò il camion dell'immondizia e lo
portò via.
Fiorenzo era un uomo cresciuto in campagna e trasferitosi da poco in città
con la moglie ed i suoi quattro figli. Raccontava sempre ai suoi bambini la vita
di campagna, i giochi, le corse nei prati, i picnic. I bambini ascoltavano
estasiati e desideravano tanto poter vedere un giorno la campagna.
Cosi Fiorenzo decise di accontentarli e si fece venire una grande idea.
Se non potevano andare in campagna avrebbe fatto in modo di avere tanto verde
intorno a sé. Comprò un barattolo di vernice verde e dipinse tutto il
pavimento del cortile e tanti pezzettini di carta che attaccò ai pali della
luce.
Iniziò a correre tra il verde e tra lo sguardo divertito dei passanti, aiutò i
suoi bambini a salire sugli alberi. Ora sembrava davvero di essere in campagna,
mancava solamente una tovaglia a fiori e il picnic sarebbe stato perfetto.
In una bella giornata di sole Marcovaldo decide di portare suo figlio
Michelino e gli altri a fare una gita nel bosco. Dopo un lungo viaggio in
macchina arrivano nel bosco e fanno una passeggiata per sgranchirsi le gambe ma,
in quel momento, passa una lepre ed i bambini la inseguono e cosi si allontanano
da Marcovaldo e si perdono. Marcovaldo era preoccupatissimo. Perciò prende il
suo cellulare e chiama i bambini, infatti ognuno aveva con se un telefonino, ma
non c'è linea nel bosco. Nonostante l'arrivo della polizia i bambini ancora non
si trovano. Allora Marcovaldo, seguendo il suo istinto, si avventura nel bosco e
senza nessun moderno mezzo di comunicazione, ma ricorrendo solo alle sue
portentose grida, riesce a trovare i bambini che, per
nulla preoccupati, si stavano rinfrescando al ruscello
Il calabrese Doc la mattina appena svegliato mangia il doppio di quanto
mangerebbe un genovese alla festa di Pasqua, si perché per le mamme calabresi i
figli sono sempre un po' sciupati e quindi svegliatesi alle cinque di mattina
sono già ai fornelli a cucinare melanzane, capretto arrosto, salame e
l'immancabile morzello con un grosso peperoncino di Soverato. Quindi se questa
è la quotidianità immaginiamo se ci sono ospiti che, già a vedere tutto quel
ben di dio ingrassano di 40 Kg ed aspettate di vedere il capretto vivo nel
mobile della cucina o il vitello allevato sul balcone.
Il vero calabrese non bada a spese e se si deve fare bella figura con degli
ospiti da il meglio di se e cucina per un reggimento di soldati, dalla pasta in
casa, alle cotolette, alle scilatelle. Il calabrese doc neanche conosce una
persona che già la invita a casa per fargli assaggiare il vino casereccio con
allegata, come per tradizione, la soppressata piccante.
La scuola sta quasi per finire, mancano solo 3 mesi e poi l'ultimo suono di
campanella annuncerà l'inizio delle vacanze.
Ora mi soffermo ricordando attimo per attimo i mesi trascorsi a scuola, ma
soprattutto con la classe e tutto potrebbe iniziare come una storia da
raccontare una sera d'inverno, davanti il camino, ai nipotini…
- Allora nonno dai racconta, com'è stato il tuo primo anno da liceale,
com'erano i tuoi compagni suvvia…
- Oh bambini è passato molto, ma se proprio insistete cercherò di descrivervi
quel giorno.
- Si nonno ne saremmo felici, inizia.
- Ricordo che era il 20 settembre, non so esattamente, ma penso si trattasse di
un caldo lunedì, quando per la prima volta 22 ragazzi s'incontrarono in un'aula
comune. Pian piano quei ragazzi cominciarono a fare amicizia, ma un giorno 2
ragazze stanche dalle: "RIPETITA IUVANT" della professoressa Borneto e
dalle "PROPRIETA' SULLE POTENZE" della professoressa Bene
abbandonarono la classe. Se pur tristi di aver perso 2 compagne, la vita di quei
giovani continuò, la classe si unì sempre di più e tutti vissero felici.
- Ma come nonno è già finita, uffà! Parlaci almeno dei tuoi compagni!
- Bambini il nonno è molto stanco.
- Dai nonno ti preghiamo…
- Va bene piccoli, allora i nomi non li ricordo tutti, cercherò di fare al
meglio. Il primo a venirmi in mente è Alessio, com'è che aveva cognome? Ah
sì, Angotti quel giovane capoclasse pronto a scherzare, ma ad innervosirsi e a
chiamare il silenzio nel momento giusto. Poi c'era Annafranca, come dimenticare
il suo sorriso timido da darle l'aria da bambina innocente da proteggere. E come
dimenticare: Deluca Claudio e Curcio Claudia ehehehe, quante volte ho ascoltato
questa battuta da Damiano, il mitico direi, che aveva la capacità se avevi il
cattivo umore di fartelo passare subito.
- Come faccio io con te nonno?
- Si Jonny, proprio come fai tu.
- Dai Jonny fai continuare il nonno.
- Ah, si scusa nonno.
- Allora dopo c'era Gallo, Gigliotti e Grillo, che personalità differenti…Gallo
lo ricordo con la mano perennemente alzata per dire a volte cose giuste, altre
per dire sciocchezze; Gigliotti poi…cosa dire era un po…vabbè sorvoliamo e
poi c'era Grillo, il ribelle della classe per farla breve.
- Ahh, proprio come me nonno…
- Ecco poi dice che ti interrompo, stai zitto anche tu Kevin e ascolta.
- Vediamo dopo c'era Madia Matteo, il più, il più insopportabile si proprio
come tu e Kevin, Jonny…scherzo…
Poi c'erano le due Maria, fortuna che una aveva Concetta cioè Maria Concetta e
l'altra Antonietta altrimenti…
E poi c'era, c'era ah si, Aurora la più vivace tra le ragazze, sai Jen ti
somiglia.
- Veramente?
- Si, soprattutto dalla voce stridula, dai non fare quella faccia sto
scherzando. Poi ancora Rossella, ovvero la figlia della luna con i suoi
cambiamenti d'umore…e poi che dire di Eugenia che somigliava tanto Heidi con
quelle sue guancette rosee ed infine Jessica ovvero la Monnalisa.
- Però sarà stato bello vivere nella tua epoca nonno.
-Si bambina mia e a volte vorrei tornare indietro e poter salutare per l'ultima
volta soprattutto i miei compagni che purtroppo ho potuto conoscere per soli 9
mesi.
- Così pochi, solo 9 mesi?
- Si Kevin, solo 9 mesi, ma i più belli di un intero anno trascorso!
Catanzaro aria e vento
Anche la primavera fa spavento.
Catanzaro città alta
Vertigini e gradinata.
Catanzaro mari e monti
L'unione sono i ponti.
Catanzaro per studiare
Bella Vista per guardare.
Catanzaro città antica
Passeggiare è una fatica.
Catanzaro città infinita
Luogo non della mia vita.
Catanzaro città sopra tre colli
Fiumi, montagne e valli.
Catanzaro di storia tu ne hai tanta
Per questo la tua terra se ne vanta.
Catanzaro le tre V le hai prese in mano
Velluto, vento e Vitaliano.
Catanzaro città tra due mari
Tra lo Ionio e il Tirreno son belli i tuoi colori.
Catanzaro città che pare assente
Per i giovani sei poco promettente.
Catanzaro terra di emigranti
I viaggiatori col passar del tempo sono stati tanti.
Catanzaro sei ricca di splendore
Ma non vieni acclamata con calore.
Piangi piangi che ti compero Spiderman, la pista Micro machines, un supermag, le quattro turtles, gli incredibili, un'azione della Pirelli:
Piangi piangi che ti compero un'enciclopedia multimediale, un DVD, un computer portatile, le figurine di Campioni:
Piangi piangi che ti compro un videotelefono, un albero di natale a fibre ottiche, un lettore MP3, un'astronave, un monopattino, un pit bull:
Ridi ridi che di tutto quello che ti ho detto finora non ti compro niente, al massimo ti puoi accontentare di un piccolo bit-bit.
Piangi piangi che ti compro il game boy advance, la Play Station 2, un televisore ultrapiatto, un'azione di Mediaset:
Piangi piangi che ti compro un computer per la stanzetta, una nuova bicicletta, quella bella scarpetta:
Piangi piangi che ti compro un bazooka in miniatura, un pugnale nero e bianco, un sarcofago di legno, di una banca lo sportello e forse anche un fratello:
Piangi piangi che ti compro una crociera nei mari del sud, un cheeseburger da "Mc Donald's", la bandiera americana, la Ferrari con Schumacher e tante altre boiate:
Ridi ridi che la guerra è ormai finita, che la Terra è tutta unita, che faremo un girotondo abbracciando tutto il mondo.
Piangi piangi perché nel mondo non tutti possono avere tante ricchezze, non tutti stanno bene, non tutti ridono.
Piangi piangi perché nei paesi del terzo mondo si soffre la fame e la sete.
Piangi piangi perché nel mondo i bambini muoiono di denutrizione e malnutrizione, che sono all'alba del nuovo millennio un grave problema.
Piangi piangi perché mentre popolazioni muoiono di fame c'è gente che passa le sue ore sprecando.
Piangi piangi perché nei paesi poveri la gente si ammala morendo e pensa che presto farà la stessa fine.
Ridi ridi perché prima o poi questo dovrà finire, perché prima o poi si troverà un giusto equilibrio, perché prima o poi il mondo cambierà.