L’autonomia, il sistema nazionale di certificazione, il potenziamento della continuità tra scuola, università e formazione integrata superiore, l’avvio di processi di valutazione, la cultura del lavoro: questi solo alcuni dei mutamenti profondi che stanno interessando il mondo della scuola, in questo clima emerge una rinnovata attenzione per i processi di QUALITÀ (la norma ISO 8402 definisce Qualità come: “L’insieme delle caratteristiche di un’entità che conferiscono ad essa la capacità di soddisfare esigenze espresse e implicite”)
Non più astrattamente intesa e genericamente definita, la qualità è riferita alle singole componenti:
la somma delle quali porta alla qualità del Sistema Scuola, presupposto imprescindibile della qualità del Sistema- Paese.
Ma alla base di tutto si deve porre la qualità delle risorse umane, perché le capacità di ogni essere umano, opportunamente stimolate e sviluppate, sono il patrimonio più importante affinché tutta l’organizzazione possa migliorare e crescere continuamente.
Gli istituti scolastici, nelle modalità di realizzazione delle finalità istituzionali attribuite al sistema scolastico e formativo, devono avere una visione chiara del proprio ruolo e dei rapporti con le componenti ambientali. Devono quindi avere:
Questo significa operare delle scelte tra gli obiettivi e le linee d’azione
perseguibili, decidere quali prodotti e servizi offrire ai propri utenti,
realizzarli, misurarli e verificarli.Per poter essere attuata, una tale
strategia deve essere supportata da una struttura organizzativa efficace ed
efficiente che consenta di cogliere nel contesto ambientale tutte le
opportunità e le sfide che possono qualificare al meglio il ruolo dell’istituto
scolastico sul territorio.
Per poterlo fare deve però interrogarsi, rilevare analizzare e quindi valutare
i bisogni formativi dei docenti che di quella struttura organizzativa sono parte
essenziale e visibile.
Obiettivo del mio lavoro è stato dunque quello di indagare e scoprire le necessità formative dei miei colleghi.
I docenti hanno sempre potuto esprimere attraverso le pratiche collegiali le
loro priorità che venivano successivamente tradotte in corsi di aggiornamento
uguali per tutti, sulla base delle risorse a disposizione.
I bisogni individuali diventavano, in tal modo, bisogni generali, ma non sempre,
nella traduzione in pratiche formative, si conservava la domanda originaria e
qualche volta ci si è accorti che le scelte individuali, seppur esplicitamente
dichiarate, alla fine non corrispondevano più alle reali esigenze di ognuno; ci
si è accorti inoltre che era anche difficile esprimere un bisogno formativo che
fosse immediatamente traducibile in percorso formativo.
Da qui nasce anche la necessità di approfondire la questione dei bisogni e di
affinare, nello stesso tempo, la ricerca sugli stessi strumenti di rilevazione
al fine di individuare quelli più funzionali allo scopo.
Il lavoro, che rientra nel piano delle attività della F.O. area 2, ha compreso le seguenti fasi:
La scheda - questionario si suddivide in due parti:
L'analisi che seguirà rispetterà questa suddivisione.
Sono stati elaborati statisticamente i risultati raccolti per ciascuna domanda, verranno di seguito riprodotte le domande e i risultai ottenuti.

Al primo posto è l'attenzione ai processi di insegnamento/apprendimento in
particolare la motivazione degli studenti alle pratiche didattiche, ai valori
delle singole discipline. I docenti al centro della loro azione didattica hanno
chiaramente collocato il discente con tutte le sue problematiche adolescenziali.
Segue una preoccupazione per l'organizzazione interna e la possibilità di
utilizzare le risorse che la scuola mette a disposizione per il lavoro dei
docenti (uso dei laboratori di informatica e delle biblioteche). Vorrei
osservare che i dati sono stati raccolti nella fase iniziale dell'anno
scolastico.

Il rapporto con gli studenti rappresenta l'aspetto principale di
gratificazione nel processo d'insegnamento/apprendimento.
Interessante è il fenomeno: quanto più si investe professionalmente , spesso
anche personalmente nel rapporto con i discenti, tanto più il rapporto diventa
soddisfacente. È chiaramente un rapporto causa-effetto.
Nel processo di analisi dei dati ho preferito distinguere le aree di intervento secondo tre tipologie, in relazione alle opzioni indicate e previste:



Ancora nel confronto con i dati ottenuti risulta che gli apprendimenti degli
allievi è l'area nella quale si ritiene opportuno intervenire per facilitare e
migliorare il proprio lavoro.
Gli altri aspetti pur essendo importanti sono però collocati in un piano
differente, oppure lo sono se funzionali al raggiungimento del successo
formativo dell'allievo.




Per le aree scelte, elencate in ordine decrescente di gradimento, sono state indicate le seguenti tematiche:
La diffusione e la raccolta dei dati del questionario è avvenuta nella prima
parte dell'a. s. quando ancora il rinnovamento generale, che il cambio della
dirigenza ha portato, era solo nella fase iniziale e i comportamenti pregressi
erano ancora di riferimento.
Probabilmente oggi si avrebbero risposte e percentuali differenti rispetto alle
stesse tematiche, durante l'a.s. ormai passato sono stati organizzati infatti:
Anche nella fase di progettazione delle attività di formazione per il prossimo a. s. 2003/2004 si è già tenuto conto dei risultati dell'indagine nei progetti PON.
I risultati risultano altresì interessanti perché: