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Canti trovati: 214
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Pag. 35/9 - Canti 851÷875

851. Su tutte le strade del mondo
G. Cento
Su tutte le strade del mondo
c'è un uomo che inventa una storia
di gioia, di pianto, d'amore:
son io, sei tu, siamo noi.
Su tutte le strade del mondo
la storia di Dio non muore:
un popolo crede, è in cammino:
son io, sei tu, siamo noi.

Dio, Dio del cielo,
Dio d'ogni uomo
scendi sulla terra
e canta con noi questa vita.

Su tutte le strade del mondo
un uomo che nasce già piange,
il volto di un uomo e una donna
gli dona un sorriso e un amore.
Su tutte le strade del mondo
c'è, un Dio che nasce ogni istante:
è vita che esplode al mattino
e tu non sei solo c'è Lui.

Su tutte le strade del mondo
possiamo anche fare la guerra,
dipende soltanto da noi...
potresti anche amare, se vuoi.
Su tutte le strade del mondo
c'è, un Dio che offre un amore
lo guardi, ma poi passi oltre;
ti senti un vuoto nel cuore.

Io sono un ragazzo del mondo
davvero non mi manca niente,
a volte son triste, Signore,
son solo, mi manca un amore.
A giorni mi sento anche stanco,
ho fatto già tante esperienze:
È vero, ti sembro già grande,
ma forse son sempre un bambino.

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852. Una luce tra le mani
G. Cento
Non so, fratello mio,
se hai mai provato a stringer tra le mani
il sole del mattino,
lo sguardo di un bambino,
la luce c'è, son vuote le tue mani.

Un momento di vita strano, ma meraviglioso,
mi sentivo sperduto in un grande infinito;
e allora ho gridato, gridato,
soltanto le rocce di quell'infinito
mi han riportato le stesse parole,
la stessa mia voce.

Ecco chi sei, Dio
una luce tra le mani
e non ti posso stringer mai.
Ecco chi sei Dio
l'infinito tra le mani
non ti posso stringer mai.

Ho cercato la vita, andar dentro ad ogni vita,
ho vissuto le piante, gli animali e i bambini;
ho sentito che tutto era dentro di me,
lo portavo ogni istante con me,
ma quando provavo a toccarlo
era solo una luce.

Una donna del mondo t'ha creato nel suo seno,
ha toccato col sangue il tuo corpo divino;
ha sentito l'amore più eterno,
eppure viveva nel tempo anche lei...
stringeva le braccia, la luce era carne
...era Dio con noi.

Ora posso toccarti, col tuo corpo sei risorto;
prendo un pezzo di pane, sento te tra le mani.
Quando poi sbaglio strada
io corro da te e m'abbracci davvero,
la luce che sento mi tocca la vita,
di carne sei tu.

Non so, fratello mio,
se hai mai provato a stringer tra le mani
il sole del mattino,
lo sguardo di un bambino,
la luce c'è, se guardi lì c'è Dio.

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853. Gesù un amico
G. Cento
Se hai trovato un amico
tu sei il più ricco del mondo,
e ormai la notte mai più scenderà
per questo puoi cantar.

Amo la vita perché
posso amare ogni giorno.
Amo la vita perché
amo tutti: il Signore è con me.

Quando stai insieme agli amici
ne puoi contare uno in più;
anche se non lo conosci lui c'è:
ha un volto, è Gesù.

È il volto della tua mamma,
è il volto del tuo papà,
è il volto vero dell'umanità
che cerca libertà.

Aveva anche lui degli amici,
eran simpatici e no;
non diede loro dei soldi o l'onor,
donò tutto il suo amor.

Venne un amico di notte
viveva ancora con lui,
gli disse: «Amico», ma poi lo tradì;
l'amore non finì.

È tutto ciò che di eterno
resta tra gli uomini ancora,
la vita vale se tu sai amar
e l'oggi è eternità.

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854. Dio della mia vita
G. Cento
Venivo dal tutto, venivo dal nulla,
venivo da te,
tu mi hai costruito giorno per giorno
somiglio a te.
Parlavo il linguaggio di tutte le piante
già nate da te,
il poco che ero aveva un sapore,
sapeva di te.

Dio della mia vita
io sono qui
quando tu vuoi

Come le foglie al mattino già sentono il sole,
io te,
solo il mio pianto, un sorriso ogni giorno
parlavano a te,
sentivo il calore del corpo da cui ero nato,
eri tu;
vegliavi i miei sogni ascoltavo il respiro,
felice eri tu.

Perché poi quel giorno, così all'improvviso,
chiamai il nome tuo;
lo dissi più volte, sempre ogni giorno:
«mamma, papà»;
tu fosti contento o forse orgoglioso
di un figlio così...
in fondo se un padre lo chiami per nome
già piange; anche tu!...

Tu mi portavi tra le tue braccia
tutte le sere,
tu m'innalzavi fino al tuo viso,
scherzavi con me,
potevo anche piangere, spesso bagnando
di pianto anche te;
se poi mi sgridavi, scappavo per poco
e tornavo da te.

Passava del tempo e forse per te
io restavo un bambino,
ma io non avevo più voglia di stare
ogni giorno con te,
avevo vergogna di dire agli amici
che eri mio padre;
un corpo m'avevi donato:
era solo peccato...

Credetti per molto di fare anche a meno
di tutti e di te,
a volte ero solo e tu mi cercavi,
ti chiusi il mio cuore,
ma poi in un silenzio d'amore
sentivo che aprivi
una strada infinita: avevo paura...
ti detti la mano.

Ed oggi son grande, non ti vedo sempre,
scompari al mattino
ritorni la sera, mi sento un bambino,
sto bene con te;
fai come un papà che ritorna ed è stanco
sorride, perché
gli basta vedere un poco i suoi figli
e giocare con loro.

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855. E correremo insieme
G. Cento
Davvero questa messa
non finisce qui,
il sole non muore la sera.
La festa con gli amici
non finisce con un «ciao!»
e torni poi a casa contento.

E correremo insieme la vita nel sole,
la gioia e il dolore di tutto il creato;
e non avremo niente, te solo, Signore,
un amico per tutta la gente del mondo.

Ti dico ancora grazie,
per il pane che ho mangiato
a casa ritrovo quel pane.
La gioia dei fratelli
che ho incontrato in te
rivive se amo ogni uomo.

Incontrerò bambini
che giocano anche tristi,
una madre che è in ansia, ma vive;
degli uomini già stanchi
ma che in fondo son felici:
è questa la chiesa più vera.

Ti prego, Padre grande,
per i poveri del mondo,
per quelli che io ho creato.
La vita è una stagione
che fa nascere dei fiori,
ciascuno vale il tuo amore.

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856. Si accende il mondo
G. Cento
Un nuovo sole è sorto già,
si accende il mondo di te, Signor,
sulla mia terra cade un amore,
tutta la vita canta con me.

Dall'aurora io ti cerco
Dio della mia vita.
A te innalzo le mie mani
tu le stringi a te.

Vorrei, Signore, che il mondo mio
fosse diverso da ieri, ma
tu che dai sempre luce al mio giorno
fa che il tuo volto risplenda in me.

Tu ami l'uomo che spera in te,
che va al lavoro ed è stanco già;
e doni all'uomo un po' di tempo
perché ti cerchi con verità.

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857. Io Adamo
G. Cento
Sono nato nudo...
ho vergogna di essere nudo
davanti a te.
Mi nascondo ho paura di me, solo di me...
di quello che sono, di quello che faccio...
Mi chiami: "dove sei?".

Eccomi, guardami nudo,
così come sono, Signore
ed ora non ho più paura.

L'ultima tua idea
oggi è nata dalla terra
un uomo è vivo.
Il tuo volto è impresso nel suo,
come ogni figlio.
Ma quando ogni giorno mi fermo e ti guardo,
mi specchio... ma chi sono?

Tanto ho camminato,
t'ho cercato anche a tastoni
per rivederti.
Poi un giorno ho rivisto il mio volto
sopra quel monte;
era sporco di terra,
ma era il volto di Dio,
lo sento: ho peccato.

Eccomi, guardami nudo...

Ora poi capisco
quando dico che l'amore è nudità,
creature che giocano insieme la verità,
tutto quello che sono...
tutto quello che hanno.
Tu, Dio, tu sei nudo.

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858. Alleluia alleluia
G. Cento
Alleluia Alleluia Alleluia

Vivi in eterno risorto in mezzo a noi
Tu sei per noi speranza di una vita.

Come la pioggia discendi nella terra
poi in un mattino ritorni verso il sole.

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859. Se vuoi è una proposta
G. Cento
Le disse: «Se vuoi,
è una proposta del tuo Dio».

Sbocciarono i fiori,
nasceva l'amore di Dio tra noi.
Noi ti cantiamo beata,
gridiamo ancora il tuo «si»
i fiori sbocciano ancora
e Dio con loro tra noi.

Nel cielo d'inverno
quella proposta si fece carne,
e lei divenne una madre;
era piccola, ma diede tutto di sé.

Quel figlio andò via,
andò tra amici e nemici
e lei rimase da sola,
nel silenzio viveva soltanto per Lui.

Moriva quel figlio,
moriva solo sopra una croce,
e lei era ancora la madre,
era piccola, ma disse di nuovo il suo «si».

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860. Mia madre
G. Cento
Salivi quei monti e portavi con te
una speranza,
un sogno già atteso da tante creature
prima di te.
Il vento portava con te le parole
di un uomo venuto dal cielo,
un bimbo era nato già dentro di te
e con lui anche ognuno di noi.

Ti sento ogni giorno mia madre
perché
con Lui tu generi me.

Pertavi nel cuore le ansie e le gioie
di una fanciulla,
t'aprivi alla vita, cercavi l'amore,
ed eri già madre.
Un altro ti prende la vita, ti getta al di là
d'ogni tempo dell'uomo;
tu porti nel seno il tuo Dio,
ma senti che nasce ciascuno di noi.

Parlasti con lui per quei lunghi mesi
che l'aspettavi;
discorsi parlati, ma senza parole...
soltanto col cuore.
E Lui si muoveva per te,
soltanto per dirti «ci sono davvero»;
la vita che tu respiravi
era solo la vita di ognuno di noi.

E cerano tanti problemi nel cuore
già tutti i giorni,
poi venne il momento di dare la luce;
ma era notte.
Sentivi il dolore più umano che c'è
è il dolore che accende la vita,
ti accorgi che quello è tuo figlio;
se guardi, però li c'è ognuno di noi.

Mettevi su casa, è normale per tutti
se nasce un bambino,
da povera, avevi soltanto quel figlio,
un uomo e il tuo Dio.
La vita era quella di tutti: avere del pane,
un vestito, un affetto,
il sole, la notte, il lavoro
ti davano gioia come a ognuno di noi.

Divenne poi grande quel figlio,
non sempre tu lo capivi;
diceva parole, faceva già cose
più grandi di te.
Fuggiva da casa, tu andavia cercarlo
e tornava la sera con te,
e tu, come tutte le madri, tenevi ogni cosa
nascosta nel cuore.

Un giorno ti disse che ormai la sua ora
era arrivata,
partiva da casa, e mai tu chiudesti
a sera la porta.
Il cielo ogni giorno parlava di lui,
ti portava la voce e l'amore,
sentivi col cuore di madre
già tutto il dolore di un figlio che muore.

La gente diceva anche a te
che tuo figlio era già tanto grande,
ed eri contenta... andasti a vedere
incontrasti i suoi occhi.
Ma era una strada ormai sparsa
di tutto il suo sangue
di tutto il suo amore,
e tu non piangevi, gli davi la forza
di giungere a quella sua ora.

Lo senti di nuovo bambino e lo porti
fra le tue braccia,
il pianto che allora era gioia diventa
un gran dolore.
Ma dopo tre giorni ti senti bussare alla porta...
ti dicono: «è vivo!»
tu corri la terra raggiungi il tuo cielo
lo trovi... RIMANI CON LUI.

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861. Padre
G. Cento
Poiché vesti i fiori del campo
e nutri gli uccelli del cielo
e doni anche a noi un respiro
conosci io segreti del cuore
ti sentiamo...

Padre nostro
che sei nei cieli, ovunque
Padre nostro
tu sei con noi in persona
Padre nostro
nel buio sei una luce

Padre nostro
rivelaci il tuo volto
Padre nostro
un pane dona all'uomo
Padre nostro
perdona chi non ama

Padre nostro
noi siamo i tuoi bambini
Padre nostro
giochiamo dentro il mondo
Padre nostro
fratelli in libertà
Padre nostro!

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862. Chi nascerà
G. Cento
Si nasce e si diventa vagabondi d’amore
volando da una spiaggia all’altra
cercando un po’ di sole.
Addosso hai la vita, la senti tra le dita,
ma devi darla via,
c’è lei che aspetta te, sei tu che aspetti lei e poi...

Si corre su una moto insieme, spacciatori d’amore,
sussurri di parole e sospiri per dire chi sei.
Una mano tra i capelli e lo stringi alla tua pelle
sognando il tuo domani,
è lui che aspetta te, sei tu che aspetti lui e poi...
chi nascerà?

Chi nascerà dai cuori limpidi dei giovani?
chi nascerà dai corpi vergini dei giovani?
Chi nascerà da questi amori sinceri?
Chi nascerà?

Chi nascerà da questi incontri giovani?
Chi nascerà dai questa vita giovane?
Chi nascerà da questi amori sinceri?
Dio nascerà.

È sceso un gran silenzio, in gioco è l’amore
si deve decidere tutto, è l’attimo più breve.
Il tuo sì darà la vita al suo sì sarà già nata
e Dio vi aiuterà,
un bimbo nascerà, un bimbo di voi due e poi...
Dio nascerà.

Dio nascerà dai cuori limpidi dei giovani.
Dio nascerà dai corpi vergini dei giovani.
Dio nascerà da questi amori sinceri.
Dio nascerà.

Dio nascerà. Dio nascerà.
Dio nascerà da questi amori sinceri.
Dio nascerà.

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863. Shalom a Betlehem
G. Cento
Shalom, shalom, shalom, shalom a Betlehem;
shalom, shalom, shalom, shalom a Betlehem.

Lungo la strada c’è gioia tra noi, guarda laggiù Betlehem,
giovani pazzi, ma amici tra noi eccoci a Betlehem.

Shalom, shalom...

Questa è la casa del pane di Dio, nasce il Signore per noi
e canteremo la gloria di Dio, pace su Betlehem.

Shalom, shalom...

Shalom, shalom...

Shalom, shalom...

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864. Vorrei essere un grande albero
G. Cento
Vorrei essere un grande albero.
Vorrei essere un grande albero.

Un seme tu gettasti nel seno di mia madre,
quel seme per amore sviluppò:
vide la sua luce, mise le sue radici
ed innalzò il suo verde verso il cielo.

E sento nel mio cuore sensazioni tanto nuove:
la vita del creato vive in me,
sento nuova luce, grido la mia pace,
innalzerò tutto il mondo verso il cielo.

Vorrei essere un grande albero
dove ogni uomo fa il suo nido
dove tutti si vanno a riposare
dove il cielo si sente più vicino.

Vorrei essere un grande albero.

Io sento ogni vita sbocciare intorno a me,
il palpito dei prati sento in me;
il volo degli uccelli che sento miei fratelli,
m’innalza sempre immensamente verso il cielo.

Vorrei essere...

Un senso d’infinito mi dona qualunque cosa,
respiro nel creato un grande amore
ed entra ovunque il sole, anche se c’è dolore,
così m’innalzo sorridendo verso il cielo.

Vorrei essere un grande albero
dove ogni uomo fa il suo nido
dove tutti si vanno a riposare
dove il cielo si sente più vicino.

Vorrei essere un grande albero. (3v)

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865. Verginità
G. Cento

Io non so se conosci quel Dio
che ti prende in un attimo,
che sconvolge i progetti già tuoi
e tu devi decidere.
Quando sembra che tutto è in salita
e non puoi dire no
e capisci che tutto l’amore lo dà solo lui.

Come tutti ho sognato una vita
e una donna vicino,
ho cercato tra tutte le stelle
la stella più vergine,
in Maria ho trovato l’amore
il richiamo di Dio, ma è pazzia
il mistero divino vissuto da lei.

Verginità,
la mia lotta di amare la vita
come tu ami un fiore.
Verginità,
è scoprire che oltre l’umano
c’è solo l’amore.
Verginità, quando è limpido il cuore
e felice tu sei. Verginità.


Son salito sui monti di Dio:
è impossibile andare
se ti porti nel cuore paure
o stanchi ideali.
Con la gioia di un cuore pulito
sarai anche tu
un ragazzo che vive un amore
di verginità.

Verginità...

Verginità.
Verginità.
Verginità, quando è limpido il cuore
e felice tu sei. Verginità.


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866. Figlio amore
G. Cento
Figlio amore, frutto dell’amore,
fiore di una nuova primavera,
goccia della vita del mio Dio,
mio dolore, mia felicità.

Figlio di tuo padre e del mio seno,
sole che riscalda questo cuore,
stella nel mio cielo e nella notte,
mia grandezza, mia felicità.

Canterò per te, pregherò per te,
ninna nanna sempre sognerai;
lotterò con te e respirerò
tutto l’infinito che c’è in te.

Quando poi sarai uomo del domani
mi ricorderai, sono tua madre.
Quando poi sarai uomo del domani
sempre io sarò tua madre.

Io ti guardo: sei il mio futuro,
sei la vita oltre questo tempo.
Io vedrò il domani coi tuoi occhi
sempre viva in te mi sentirò.

Se tu ascolterai le mie parole
strade buone io ti indicherò.
Voglio solo che tu sia felice
anche mi costasse questa vita.

Canterò per te...

Quando poi sarai...

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867. Natale nella mia città
G. Cento
Natale nella mia città
è il nuovo Cristo che verrà;
porta un sorriso alla città,
a chi non ha felicità.

Natale nella mia città
è quella smania di bontà
che corre in mezzo alla città
in cerca di felicità.

Lui è con noi. - Lui è con noi.
Vive con noi. - Vive con noi.
Natale è Cristo che attraversa la città.

Rimane in noi. - Rimane in noi.
In mezzo a noi. - In mezzo a noi.
Natale è Cristo che ti dà felicità.

Natale nella mia città
un bimbo oggi nascerà
tutta la gente sveglierà
per ritornare alla bontà.

Natale nella mia città
è il mondo nuovo che verrà
portando nuova civiltà
e l’uomo in pace canterà.

Lui è con noi..

Natale nella mia città
il nuovo Dio nascerà
ma c’è la guerra qui in città
e solo lui la fermerà.

Natale nella mia città
la gente Dio inviterà
e gloria a Dio esploderà
insieme a tutta la città.

Lui è con noi..

Lui è con noi. - Lui è con noi.
Vive con noi. - Vive con noi.
In mezzo a noi.

Lui è con noi. - Rimane in noi.
Vive con noi. - In mezzo a noi.
In mezzo a noi.

Lui è con noi. - Lui è con noi.
Vive con noi. - Vive con noi.
In mezzo a noi.

Lui è con noi. - Rimane in noi.
Vive con noi. - In mezzo a noi.
In mezzo a noi.

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868. Tu sei per noi risurrezione
G. Cento
Tu sei per noi risurrezione,
tu sei per noi la vera vita,
tu sei la nostra eternità,
o Signore Gesù.

Cristo, tu primo dei risorti,
uomo di terra e Dio del cielo,
vinci la morte e la tua libertà
veste ogni corpo d'immortalità.

Tu sei per noi risurrezione...

Spirito, tu che ci hai creati,
soffia nel corpo la tua vita
e oltre il tempo dell'umanità
l'uomo rinasce nell'eternità.

Tu sei per noi risurrezione...

Sveglia chi dorme nella terra,
vesti di spirito il mio corpo.
Avrò la gioia di restare in te
nella celeste tua Jerusalem.

Tu sei per noi risurrezione...

Tu sei per noi risurrezione...

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869. O memoriale
G. Cento
O memoriale di Gesù,
passione e morte di lui,
Cristo risorto, vivente fra noi,
vittima, pasqua infinita per noi.

Segno e presenza di Gesù,
grande mistero d'amore.
Pane spezzato per l'umanità
sangue versato per la libertà.

Oltre questo velo vivi tu,
volto splendente di Dio.
E la speranza di esistere in te
è la certezza, è la verità.

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870. Accoglimi o mio Signore
G. Cento
Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.

Buono e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.

Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
Egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.

Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.

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871. Alleluia, sei risorto
G. Cento
Hallel! Hallel! Alleluia!
Hallel! Hallel! Alleluia!

Sei risorto, vivi tra noi,
noi vivremo per sempre in te.
Tu parola, voce d'amore,
luce immensa sei, Gesù.

Hallel! Hallel! Alleluia!
Hallel! Hallel! Alleluia!

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872. Benedetto tu sei
G. Cento
Benedetto tu sei,
Padre d'ogni vivente,
per la vita e l'amore
che tu semini in noi.
E per questo fratello
battezzato nell'acqua
e nutrito di pane,
benedetto tu sei.

Questo pane ed il vino
noi ti offriamo, Signore,
sacrificio d'amore
per un uomo che muore. (2v)

Benedici, Signore,
le fatiche di un uomo,
nelle mani ti porta
la sua vita e il dolore.
Ogni scelta d'amore
vive oltre la terra
e s'accende nel cielo
della luce divina.

Questo pane ed il vino...

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873. Cristo pane di immortalità
G. Cento
Cristo, pane d'immortalità,
pane vero della vita.
Tu, nascosto, vieni dentro me,
io ti amo, mio Signore.

Pane vivo sceso in mezzo a noi
per nutrire i tuoi fratelli,
sveglia in noi la vera fede in te,
Cristo, nostro Salvatore.

Figlio eterno di Dio Padre
sazi l'uomo che ti ama.
E si spegne fame e sete in noi
nel cammino d'ogni giorno.

Vero cibo è la tua carne,
forza eterna è il tuo sangue.
Tu risusciti la vita in noi
con l'amore per l'eternità.

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874. Venite o Santi di Dio
G. Cento
Venite, o santi di Dio,
accorrete, angeli del Signore:
Accogliete la sua anima
e presentatela
al trono dell'Altissimo.

Ti accolga Cristo
che ti ha chiamato
e gli angeli ti conducano
con Abramo in paradiso.

Venite, o santi di Dio...

Ti accolga la Madre
del tuo Signore,
come un bimbo nel suo cuore:
ti generi all'eterno.

Venite, o santi di Dio...

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875. Noi camminiamo
G. Cento
Noi camminiamo incontro a te,
verso la gloria del tuo regno,
con la speranza di vederti in faccia
e rimanere in eterno con te.

Nel tuo grande amore
tu ci hai generati, Signore.
Ora ritorniamo
nel tuo mare immenso d'amore.

Noi camminiamo incontro a te...

Sembra che finisca
questa nostra vita quaggiù.
Tu ci doni oggi
la risurrezione in te.

Noi camminiamo incontro a te...

Questa nostra Chiesa
canta con la Chiesa del cielo
la speranza eterna
d'incontrarci ancora in te.

Noi camminiamo incontro a te...

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