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Canti trovati: 229
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Pag. 38/10 - Canti 926÷950

926. Zingaro
G. Cento
Piccolo dalla faccia sporca, tu che mi chiami padre
e mai saprai, lo sai, chi è tuo padre.
Ti porta in braccio lei, è sporca più di te,
ma i vostri cuori limpidi ne sanno più di me.

Gli occhi sperduti nella nebbia di una domenica mattina,
tendi le braccia ingenue, ma sembra che mi inganni;
e mi domando, dentro, se è la verità,
mi chiedi amore semplice e ne sai più di me.

Zingaro, tu sei uno zingaro,
un figlio delle strade sporche e della libertà.
Zingaro, tu sei uno zingaro,
con gli occhi cerchi amore e doni la tua povertà.

E sotto questo cielo azzurro, che specchia negli occhi tuoi,
una ragazza fragile cercava amore.
E lui le chiese tutto, poi le dette un figlio,
lei si trovò per strada, ma lui non c'era più.

Ti regalò quel niente suo, ti strinse forte al cuore
e ti portò per strada a mendicare con lei.
E tu hai chiesto pane per avere amore,
ma ognuno va correndo, va per i fatti suoi.

Zingaro, tu sei uno zingaro...

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927. L’avventura di un amore...
G. Cento
Non t'ho chiesto di fare l'amore,
mi interessava solo il tuo cuore,
il tuo sorriso e le tue parole,
i sentimenti fatti crescere insieme.

Io non sono per le favole nuove
che danno tutto alla prima emozione;
io credo nell'amore che non è solo sesso
e sei uomo lo stesso.

Forse un altro ti ha chiesto l'amore
e ti portò dove non volevi,
senza sorriso e senza parole...
E ti è rimasto amaro il sole.

Tu non eri per le tecniche nuove
di dare tutto alla prima occasione;
tu credi nell'amore che non è solo sesso,
ci credi come me.

Quest'avventura dell'amore sincero,
quest'ideale che non sembra vero,
gioia infinita di un'appartenenza
che si chiama Amore.

Quest'avventura dell'amore puro.
quest'ideale che non sa nessuno
gioia infinita di un'appartenenza
che si chiama Amore.

M'hanno detto: tu sei sorpassato,
dai un calcio a chi ti ha educato,
questo è il mondo del "subito tutto",
sarai infelice se aspetti tanto.

Io mi sento proprio nuovo in questo
di contestare questo fallimento,
di questo amore fatto solo di sesso
e che ti lascia scontento.

Io lo so, questo è un sacrificio,
è un ideale che va pagato,
ma non sta meglio chi se n'è fregato
e dentro al cuore ha scritto: amore usato.

Io credo nel tuo amore bambino,
vergine, innocente e non mi sento un cretino:
Io credo nell'amore come lo vuole Dio,
inferiore a nessuno.

Quest'avventura dell'amore sincero...

Qui, davanti alla mia coscienza,
nel silenzio di questa stanza,
qui, davanti all'amore eterno,
saremo insieme come il primo giorno.

Questa è l'alba dell'amore totale
e per noi due non sarà uguale,
non sarà vecchio, non sarà banale,
sarà giovane in noi.

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928. Liberi per servire
G. Cento
Oh! Liberi da tutto per servire.
Oh! Liberi da tutto per servire.

È bello avere tanto da fare e non sentirsi inutili
se ti prendono le vertigini, su di te,
e cavalcare ogni istante, tuffarsi dentro un amore,
pazzo, ma grande quanto vuoi.

È bello non avere in mente tante banalità,
un cuore ragazzo che sa di libertà.
E vicino a un uomo tu ti senti più uomo.
Servi la vita, ma che vuoi?

Io voglio essere libero
di servire tutta la gente.
Io voglio essere libero
di dare tutto a chi non ha niente.

Lasciateci giocare questa libertà,
lasciateci giocare con vivacità.
Lasciateci giocare per l'umanità,
lasciateci giocare questa libertà.

Un povero senza nome, si chiama anche lui, Gesù,
un volto che nessuno vede e che è sempre là,
senza fine a soffrire, senza fine a gridare,
aspetta te, soltanto te.

Io voglio essere libero...

Lasciateci giocare...

Oh! Liberi da tutto per servire.
Oh! Liberi da tutto per servire.

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929. Una vita firmata
G. Cento
Quando la tua coscienza è il cielo
e l'universo lo senti vero,
quando le foglie parlano d'amore
e primavera brilla nei viali,
nei suoi colori leggerai
la firma dell'autore.

Le creature, le più belle,
hanno una firma sulla pelle:
Ogni fiore ha nel cuore
una firma d'autore.

Ha firmato un grande artista,
forse, è vero, è uno stilista.
Nella carne e nel mio io
c'è la firma del mio Dio.

E lo so, ogni mia canzone
è firmata dall'autore:
io ho messo tutto il niente
e lui crea ogni istante.

Ha firmato il cielo e il prato,
un frammento di infinito.
E negli occhi di un bambino
c'è lo sguardo suo divino.

Non chiudete gli occhi al sole,
non chiudetevi all'amore,
non chiudete il cuore a lui.
Ascoltate le creature
che vi dicono che lui
è tutto in noi.

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930. Alé Francesco
G. Cento
Alè, oh, oh! Alè, oh, oh!
Alè, oh, oh! Alè, oh, oh!

Ma che cosa ti prende stamani, Francesco,
una stella improvvisa si è accesa nell'anima.
Ma che vale un vestito, l'onore tuo,
butti all'aria un paese, sei libero.

Se gli uccelli del cielo ti prendono il cuore,
e il sole è un fratello che vive con te,
e la luna è lo specchio del tuo Signore,
che t'importa dei soldi o del tuo futuro?

Alè Francesco, oh!
Alè Francesco, oh!
Alè Francesco, oh!
Alè Francesco, oh!
Alè Francesco, oh!
Alè Francesco, oh!

Ora corri, Francesco, annuncia la gioia.
Sei per noi un fratello che grida la pace a noi.
Sui tuoi passi, Francesco, faremo una storia.
Dai, ritorna tra noi e canta ancora.

Canto a te, madonna povertà.
Canto a te, madonna verità
Danzo con la gioia in libertà,
io, fratello dell'umanità.

Alè Francesco...

Alè, oh, oh! Alè, oh, oh!
Alè, oh, oh! Alè, oh, oh!

Alè Francesco...

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931. Le stelle del sabato sera
G. Cento
È la solita storia del sabato sera,
partire da casa e senza una meta,
giocare per strada a chi va più forte,
la cena è una scusa per bere a morte.

In fondo al bicchiere tu cerchi un sorriso
perduto per strada insieme a un amico.
Tu cerchi la donna che ha preso il tuo cuore
e bevi e ribevi, ma è sempre dolore.

È la solita storia, c'è un sacco di gente:
tu sei con te stesso e non vedi niente;
e tra una parola e un grido un po' matto
ti fai una risata e sembra che è a posto.

Tua madre non dorme e aspetta il mattino,
ti segue pensando: non è più un bambino;
ma tu con gli amici, così mascherato,
non puoi rinunciare e bevi moscato.

Poi esci da solo, là, sotto le stelle,
le guardi e t'incavoli: son troppo belle.
Per una serata che è strana così
vorresti soltanto non esistere più.

Ti arriva vicino, ti accarezza le spalle:
una ragazza, ne senti la pelle;
è triste anche lei e t'offre un bicchiere
e tu bevi e lo scambi per un nuovo amore.

E ora, in un attimo, sotto le stelle,
le chiedi d'amarti, e senza problemi
consumi i tuoi sogni e non chiedi: chi sei?
Lei fugge, scompare e ti lascia un bicchiere.

Saluti gli amici e passi qui, a casa,
qui abita un uomo che è sveglio a ogni ora:
E senza capire racconti la storia,
ma lui la sapeva in fondo a memoria.

Se nascerà un figlio, mi dice piangendo,
non voglio che nasca perché ora ho capito:
mio figlio - che dico - non può essere figlio
d'un ubriaco che ha amato per caso.

E l'alba che sorge ti disegna sul viso
un dolore moderno, un mezzo sorriso:
mio figlio che nasca da un cuore ubriaco,
ubriaco d'amore, come Lui ha insegnato.

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932. Faccio il mestiere del mio Dio
G. Cento
Per simpatia con Cristo
con la chitarra in mano
girovago del mondo,
bambino tra i bambini:
canto perché
sento la vita,
sono felice o triste
e voglio dirlo a tutti.

Faccio il mestiere del mio Dio,
chiamo tutti alla vita.
Faccio il mestiere del mio Dio,
chiamo tutti all'amore.
Faccio il mestiere del mio Dio,
chiamo tutti alla gioia.
Faccio il mestiere del mio Dio,
chiamo tutti al dolore.

Ragazzo, sai, sei nato
per essere come Cristo...
Ho visto la mia strada,
mi sono fatto prete:
canto perché
Cristo ogni giorno
mi fa più come lui,
trasforma il mio universo.

Faccio il mestiere del mio Dio...

Io povero mi sento
e lui è tanto grande
e canto le sue strade,
offerta di un amore:
canto perché
l'amore è vero,
è la rivoluzione
più grande che ci sia.

Faccio il mestiere del mio Dio...

Ogni giorno all'alba
ho voglia di creare
un canto sempre nuovo
guardando su nel cielo:
canto perché
diverto il mio Signore,
perché giochiamo insieme
a fare i creatori.

Faccio il mestiere del mio Dio...

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933. Perché non vieni anche tu?
G. Cento
Una tavola imbandita: è la cena della vita
e colui che l'ha inventata ha la casa quasi vuota.
Ecco i servi son mandati a cercare gli invitati,
la proposta si fa voce: senti? Chiamano anche te.

Perché non vieni anche tu?
- Io, Signore, ho tanto da fare.
Perché non vieni anche tu?
- Io, Signore, io non so parlare.
Perché non vieni anche tu?
- Io conosco, sai, solo la terra...

Io vado in discoteca, ho gli amici, una ragazza,
un futuro che mi piace e non posso più venire.
Tante scuse sono pronte, conta solo ciò che è umano:
campi, affetti, cose tue, cibo, soldi e niente più.

Perché non vieni anche tu?
- Io, Signore, ho tanto da fare.
Perché non vieni anche tu?
- Io, Signore, io non so parlare.
Perché non vieni anche tu?
- Io conosco, sai, solo la terra...

E la cena poi si fece con i poveri, chiamati
alla mensa del Signore a spartire la sua vita.
Dio cerca generosi che si buttano su strade
impensate ma divine: senti? Cerca anche te.

Perché non vieni anche tu?
- Io, Signore, vengo e son felice.
Perché non vieni anche tu?
- La mia vita fanne ciò che vuoi.
Perché non vieni anche tu?
- Sarai tu a vivere in me.

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934. Apri le mie mani
G. Cento
Nel mio deserto tanto ho camminato,
la vita è nata dov'era bruciato:
un viandante aveva gettato
nel suo cammino un seme per caso.

Apri le mie mani e getta questo seme,
fa' che non sia triste se non nasce un fiore.
Apri le mie mani e getta questo seme,
fa' che non sia triste se non nasce un fiore.

Il regno tuo è un seme gettato
dentro la terra di un cuore creato,
lungo un sentiero di sassi e di rovi:
sembra morire una vita e l'amore.

Apri le mie mani e getta questo seme...

C'era una donna, con lei un uomo vecchio
che ti chiedevano un figlio o la morte...
Nel seno sterile quasi improvviso
nasce una vita, per essi un sorriso.

Apri le mie mani e getta questo seme...

Quando scendesti nel seno della terra
noi credevamo soltanto alla morte,
non pensavamo che dopo tre giorni
sopra una pietra nascesse la vita.

Apri le mie mani e getta questo seme...

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935. Vieni e vedi
G. Cento
Sulla riva di quel fiume
acqua nuova dentro al cuore
un profeta che passò di là
ha svegliato la tua verità.
Tu ti chiedi: ma chi è?
Sembra uno come tanti.
Dove abiti, Maestro?
Vieni, vedi, lo saprai.

Vieni, vedi, lo saprai,
la tua vita ritroverai:
io sono il tuo Signore,
voglio vivere con te.

Che stupendo pomeriggio:
non avrei immaginato
di incontrare un uomo-Dio
proprio lì sulla mia strada.
M'han parlato gli occhi suoi
ho sentito quel suo amore
arrivarmi nel profondo
non sapevo cosa dire.

Vieni, vedi, lo saprai...

Io sognavo un mondo nuovo,
mi rispose: lo faremo,
sei deciso a dare tutto?
Io, Signore, non lo so.
Mi ha chiamato "Amico mio".
Io non lo conoscevo
e gli ho aperto la mia vita:
Voglio stare qui con te.

Vieni, vedi, lo saprai...

Rivelava i suoi progetti:
preferire i peccatori,
fare una rivoluzione
senza armi, con l'amore.
Questo mondo è da salvare,
chi andrà? Non basta Dio.
Manda me, Signore mio,
prendi questa nullità.

Vieni, vedi, lo saprai...

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936. Piccola donna di Nazareth
G. Cento
Piccola donna di Nazaret
parlami un po' di Gesù,
dimmi la vita, la gioia che lui
ha preso dentro di te.
Era un mattino di sole e d'amore,
ti alzavi e il cielo guardavi,
sentivi forte la voce, una luce,
parola del Signore.

Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria!
Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria!

Sono una figlia del popolo
mi hai scelta tu, Signore:
ti dono tutta la mia povertà,
tu fanne quello che vuoi.
In quel momento il Signore entrò
nella tua casa e tra noi
fece una tenda, nel mondo abitò:
era il Dio con noi.

Ave Maria...

Nelle più piccole cose
incontri il tuo Signor
e gridi forte la felicità
che senti dentro la vita.
In ogni istante tu vivi per lui
che ti riempie di sé,
tu sei beata e credi al Signore
con gran semplicità.

Ave Maria...

Su strade, ovunque ti porterà
sarai fedele tu,
e nel dolore dirai il tuo "si",
ora appartieni a lui.
Oggi tu vivi, tu canti in noi,
sei una madre per noi:
in ogni casa ritorna e con te
rinascerà Gesù.

Ave Maria...

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937. Ho toccato il fuoco
G. Cento
Ho toccato il fuoco con le mani:
era il vecchio sogno di un bambino,
sono io colui che accende i fuochi,
sono il vento forte sui carboni.

Accenderò canzoni mie,
accenderò felicità,
lassù nel cielo il mio cammino,
la vita mia brucia con te.

Oggi ti affidi a me, Signore,
io ti porto ovunque per il mondo:
busserò alla porta di ogni casa,
pianterò la tenda dove è un uomo.

Accenderò canzoni mie...

Nella notte accendimi, Signore,
come luce viva sopra un monte
e sarò felice se un fratello
troverà la gioia sulla terra.

Accenderò canzoni mie...

O Padre, tu che mi hai creato
e rinnovi la mia giovinezza,
donami lo Spirito di Cristo
e un volto nuovo avrà la terra.

Accenderò canzoni mie...

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938. Dio ti chiama
G. Cento
Sapevano di sole
sapevano di mare,
sapevano la vita che cos'è.
Le reti dentro al cuore
e sogni indefiniti,
la vita sempre uguale in libertà.
Quel poco di cultura
che serve per la vita,
la barca che ti porta dove vuoi.

Dio ti chiama, rispondi tu.
Dio ti prende, se tu lo vuoi.

Che cosa vuoi Signore,
che cosa vuoi da noi,
abbiamo tante cose a cui pensare.
Sarete pescatori
di uomini nel mondo
su spiagge più lontane insieme a me.
E non prendete niente,
vi basta questa vita
che vi sentite dentro come me.

Dio ti chiama, rispondi tu...

Ragazzi, ma che fate
la vita è un'altra cosa...
lasciare tutto e andare dietro a lui.
La barca va in rovina,
con quale garanzia
vi porta via di casa quello là.
E poi, che ne sapete,
se è un pazzo o un Dio davvero,
illude forse la sua gioventù.

Dio ti chiama, rispondi tu...

A chi mi viene dietro
prometto la mia croce
e la risurrezione che verrà.
Riceverà nel cuore
la gioia di cantare
tanti fratelli e tanta libertà.
E io sarò con lui
lì, dentro la sua vita,
sarò la sua più gran felicità.

Dio ti chiama, rispondi tu...

Ma lui non ha una pietra
dove posare il capo,
vive felice nella povertà.
Ti porta tra la gente
e parla d'amore,
nessuno ha mai parlato come lui.
E tu forse ti stanchi
e torneresti a casa,
ma lui ti prende per l'eternità.

Dio ti chiama, rispondi tu...

Un giorno sopra un colle
t'insegna con la vita
cosa vuol dir salvar l'umanità.
E tu forse hai capito
che non vale parlare,
bisogna dare se stessi come lui.
E oggi un altro Cristo
è nato nella storia
e salva ancora l'uomo insieme a lui.

Dio ti chiama, rispondi tu...

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939. Donna perla preziosa
G. Cento
Un soffio è la bellezza,
un soffio è la ricchezza,
un soffio è questa vita
se non c'è l'amore.

T'ho scelta fra tutte le donne,
una perla preziosa tu sei.
In te confida il mio cuore di uomo,
la mia donna tu sei.

Ti vedo al mattino,
ti canto canzoni d'amore.
Le dolci parole che dici
mi riempiono il cuore.

La lampada è accesa la notte,
lavori pensando ai tuoi figli
e hai superato in saggezza
ogni donna del mondo,
ogni donna del mondo.

Un soffio è la bellezza...

Tu temi il Signore che crea l'amore
ogni giorno tra noi.
Insieme, fratello, preghiamo il Signore
che vive in noi.

La vita che abbiamo davanti
è un dono di lui.
La vita che nasce da noi
è nata in lui.

Accende le nostre speranze
ci porta su strade divine,
ci dona la forza e l'amore
per essere fedeli,
per essere fedeli.

Un soffio è la bellezza...

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940. La messa col mio corpo
G. Cento
Ho sentito in un momento
tutto quello che mi dai:
la mia vita, il sole, il mondo,
tutto quello che tu sei.
Mi hai creato una scintilla
di quel fuoco che sei tu,
ora sento che mi chiedi
tutto quello che mi dai.

Ora vuoi questo mio corpo
e mi sembra di morire:
vorrei darti solo un poco,
ma tu vuoi tutto da me.
Il mio amore è anche infinito
e infinito tu lo vuoi,
non accetti che io lo viva
con nessuno, solo con te.

Ti ho detto come sempre:
ecco, questo è il mio corpo.
Ho sentito che era il tuo,
non m'apparteneva più.
Era quella la mia messa
celebrata col mio corpo,
col mio sangue e la mia vita
che era tutta ormai di te.

Sei entrato nei miei sogni,
nei pensieri, nel mio amore,
nella vita mia tu vivi,
quasi uno sei con me.
Mi dai palpiti di gioia,
sensazioni mai sentite,
tra le mani il mio futuro
e una pace, nulla più.

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941. Nelle mani della Creazione
G. Cento
Nelle mani della creazione
nasce pane e vino per amore.
Pane è Gesù che si è donato,
vino è il suo sangue che è versato.

È l'offerta a te, o Creatore,
perché ci trasformi in te, Signore.

Pane è la fatica di ogni uomo,
vino è il sorriso di un bambino.
Pane è, il dolore di un malato,
vino è l'amore che è sbocciato.

È l'offerta a te...

Pane è sentirsi tutti uniti,
vino è sapore della fede.
Pane è sentire una presenza
vino è impegnare l'esistenza.

È l'offerta a te... (2v)

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942. Acqua siamo noi
G. Cento
Acqua siamo noi
dall'antica sorgente veniamo,
fiumi siamo noi
se i ruscelli si mettono insieme,
mari siamo noi
se i torrenti si danno la mano,
vita nuova c'è
se Gesù è in mezzo a noi.

E allora diamoci la mano
e tutti insieme camminiamo
ed un oceano di pace nascerà.
E l'egoismo cancelliamo,
un cuore limpido sentiamo
è Dio che bagna del suo amor
l'umanità.

Su nel cielo c'è
Dio Padre che vive per l'uomo,
crea tutti noi
e ci ama di amore infinito,
figli siamo noi
e fratelli di Cristo Signore,
vita nuova c'è
quando lui è in mezzo a noi.

E allora diamoci la mano...

Nuova umanità
oggi nasce da chi crede in lui,
nuovi siamo noi
se l'amore è la legge di vita,
figli siamo noi
se non siamo divisi da niente,
vita eterna c'è
quando lui è dentro a noi.

E allora diamoci la mano... (2v)

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943. Agnus Dei
G. Cento
Agnus Dei,
qui tollis peccata mundi,
miserere nobis.

Agnus Dei,
qui tollis peccata mundi,
miserere nobis.

Agnus Dei,
qui tollis peccata mundi,
dona nobis pacem.

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944. Il Signore è il mio pastore
D.M. Turoldo, I. Passoni, B. De Marzi
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945. Cammineremo nella libertà
G. Cento
Camminando sui fiumi, sulle acque perenni,
piedi freddi ed un cuore sempre pieno d'amore
toccheremo il tuo cielo, immacolata dimora
dove tu ci attendevi dalla tua eternità

Cammineremo nella libertà
per dare amore a questa umanità
e se la notte ci sorprenderà
il sole all'alba presto tornerà.

Una casa ci doni, fuoco sotto le stelle
ed un cuore che batte nella vita dei fiori
e ti senti più uomo veramente te stesso,
l'infinito ti canta le canzoni del cuore.

Cammineremo nella libertà...

Tra la gente mi porta il sentiero che vivo
a scoprire la vita che ciascuno ha in sé,
nel profondo mi nasce la preghiera al mio Dio,
ogni giorno la pace solo lui mi dà.

Cammineremo nella libertà...

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946. Compromettersi per Cristo
G. Cento
Lo stupore d'una rete che si gonfia dentro l'acqua,
quegli amici un po' sconvolti che ti dicono: È il Signore...
è il Signore! Pietro, nudo sei,
ripensi a quel momento del tuo tradimento nella notte.
Di fronte ad una serva non volevi comprometterti per lui.

Pietro, mi ami tu? Pietro, mi ami tu?
Ti amo, o mio Signore, ti amo e tu lo sai.
Ti amo, o mio Signore e tu lo sai.

Sui carboni c'era pesce e il pane quasi fresco
e il maestro ritornato dalle strade della morte...
della morte. Pietro, parla a te,
ti butta addosso gli occhi e forse ha perdonato quella notte.
Ma senti, lui ti chiede se ora puoi comprometterti per lui.

Pietro, mi ami tu...

Abbi cura dei fratelli, te li affido, io mi fido
e da vecchio forse andrai dove tu non vuoi andare...
Pietro, lo sai. Pietro, ora lo sai,
lo seguirai per sempre fino a morir per lui sopra una croce.
Allora capirai cosa vuol dire compromettersi per lui.

Pietro, mi ami tu...

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947. Con voce di giubilo
G. Cento
Con voce di giubilo date il grande annuncio,
fatelo giungere ai confini del mondo.
Con voce di giubilo date il grande annuncio,
il Signore ha liberato il suo popolo.

Lodate il Signore egli è buono.
Egli ha fatto meraviglie, alleluia.

Con voce di giubilo...

Eterna è la sua misericordia
nel suo nome siamo salvi, alleluia.

Con voce di giubilo...

La sua gloria riempie i cieli e la terra,
è il Signore della vita, alleluia.

Con voce di giubilo...

Alleluia, alleluia,
il Signore ha liberato il suo popolo.
Alleluia, alleluia,
il Signore ha liberato il suo popolo.
Alleluia, alleluia!

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948. Custodiscili nel tuo amore
G. Cento
Padre santo,
custodisci nel tuo amore
questi nostri amici,
questi nostri amici.

Tu li hai creati per amore,
tu li hai redenti per amore,
oggi li unisci nel tuo amore,
Signore.

Quando la notte scenderà
vicino ad essi vieni tu,
sul loro amore veglierai,
Signore.

Dona un sorriso ogni mattino
la voglia grande di lottare
perché non manchi mai l'amore,
Signore.

Padre santo,
custodisci nel tuo amore
questi nostri amici,
questi nostri amici.

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949. Donna Maria
G. Cento
Donna vestita di sole,
donna vestita di colori,
donna sei madre nel dolore,
donna sei madre dell'amore,
madre, speranza di ogni cuore,
Maria.

Giunge l'invito di Dio,
vuole che madre sia per lui
e nel silenzio di una casa
egli ti prende come sposa,
genera il tuo figlio divino,
Maria.

Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria,
Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria.

Nasce, tu guardi quel figlio,
sole di notte in una stalla,
canti per lui la ninna nanna;
strade deserte ti darà
e faticando crederai, Maria.

Ave Maria, Ave Maria...

Sempre vivi solo per lui
e sei felice se lo è lui,
muori con lui sotto la croce
e quella sua è la tua voce;
oggi lo doni ai figli tuoi, Maria.

Ave Maria, Ave Maria...

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950. Dove nasce la pace
G. Cento
Guardo negli occhi la gente di oggi,
tanti progetti, ma tanta paura.
Sento un bisogno di pace sicura,
cerco l'amore, ma quando verrà?
C'è chi lo cerca nel sole e nel vento,
c'è chi si logora in tante esperienze
e chi alla fine non stringe mai niente
e si domanda con verità:

Dove nasce la pace?
Dove nasce l'amore?
Forse in mezzo a un deserto
dove sboccia quel fiore? (2v)

Vieni tu, eterno Amore del mondo,
vieni tu, desiderio di pace dell'uomo,
vieni tu, impossibile Dio della terra,
vieni in noi: da sempre ti aspettiamo,
da sempre ti invochiamo,
tu pace, giustizia, amore,
tu verità, vieni, vieni!.

Quante notizie che danno tristezza,
diminuisce ogni giorno speranza.
Forse da un angolo di questa terra
una notizia felice verrà.

Tutta la storia è attesa d'amore
anche se spesso prevale il dolore.
Ma una certezza è dentro ogni cuore:
Dio s'incarna, fra noi nascerà.

Dove nasce la pace...

Vieni tu, eterno Amore del mondo,
vieni tu, desiderio di pace dell'uomo,
vieni tu, impossibile Dio della terra,
vieni, noi da sempre ti aspettiamo,
da sempre ti invochiamo,
tu pace, giustizia, amore, tu verità,
vieni, vieni!

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